La Baronia, dalle vette al mare

In breve

PARTENZA: Galtellì
ARRIVO: Orosei
LUNGHEZZA: 15,2 km
DIFFICOLTÀ: media
DISLIVELLO: +753 / -770

Luoghi da visitare

  • Il centro storico di Galtellì.
  • Le chiese di San Pietro e del Santissimo Crocifisso a Galtellì.
  • Sa Preta Istampata.
  • Il Cristo bronzeo sul Tuttavista.
  • Gli argini del fiume Cedrino a Galtellì e Orosei.
  • La chiesa de Su Remediu e piazza Sas Animas a Orosei.

Da non perdere

La vista straordinaria dalla cima del Tuttavista: lo sguardo abbraccia una porzione enorme di Sardegna, dalla Gallura d’Oviddé fino al Montalbo, dal Supramonte alla Barbagia e alla Baronia, con l’orizzonte azzurro del mare a suggellare un eccezionale quadro cromatico.

Si parte dal centro di Galtellì, dove la chiesa del Santissimo Crocifisso allunga la sua ombra sugli stretti vicoli dell’antico centro, pavimentati in basalto. In alto si scorge invece la mole calcarea del monte Tuttavista: la sua scalata ha come meta una statua colossale, quella del Cristo, posizionata qui nel 2001 e le cui fattezze riproducono il più antico simulacro posto all’interno della chiesa, costituendo così un legame spirituale inscindibile tra la montagna e il borgo. Si sale per una stretta stradina rurale in asfalto, lasciando a sinistra le indicazioni per il Sentiero Italia Cai che rappresenta una via di salita più diretta.
Giunti in località Pedduzza, dopo aver sfiorato la chiesa della Madonna d’Itria, si abbandona la strada di penetrazione per un ripido sentiero, camminando sui calcari ricchi di fossili e ammirando un panorama che, appena la pendenza si smorza, si allarga su gran parte della Baronia e del Supramonte. Uno spuntone panoramico permette di scorgere l’arco di roccia di Sa Preta Istampata, monumento naturale, prima di ricollegarsi alla stradina che porta al Cristo, in un contesto panoramico eccezionale.
La discesa si svolge invece col viso rivolto al mare, imboccando una pista sterrata in disuso che, abbandonati gli ampi orizzonti della cima, si immerge in una lecceta. Il bosco si abbassa e la macchia concede qualche bella vista sul mare di Orosei, larghissimo verso l’orizzonte.
Si continua a perdere quota immersi tra gli uliveti, lambendo le cave da cui si estrae la pietra nota come “marmo di Orosei” e raggiungendo la circonvallazione del paese presso un’ampia rotonda asfaltata: la tappa è ormai terminata e si arriva in breve al centro svoltando a sinistra e passando il santuario di Su Remediu oppure, superato il cimitero, guadagnando la bella chiesa di Sant’Antonio con la torre medievale che fronteggia l’edificio sacro: nel vasto spiazzo, ogni anno, si tiene un colossale falò in onore del Santo.

Il Cristo dei miracoli di Galtelli

Il Cammino dei Beati parte dal centro di Galtellì e dalla sua chiesa parrocchiale: qui è custodito il crocifisso ligneo che è l’anima del paese. I restauri del 2011 hanno portato a datarlo XV secolo ma potrebbe essere anche più antico visto che il legno di fico utilizzato risale al XIV secolo. Oggetto di una ininterrotta devozione popolare raffigura il Cristo pochi istanti prima della morte. Molti i miracoli che gli sono stati attribuiti. La chiesa attuale fu probabilmente edificata nel XV secolo su una precedente, quando Galtellì era sede vescovile, per accogliere i pellegrini sempre più numerosi. I capelli e la barba del Cristo sono naturali, raccolti in occasione del restauro tra la gente stessa del paese.