Luogosanto è un paese importante per i sentieri e i cammini di lunga percorrenza.
È attraversato dal Sentiero Italia Cai, che è “l’autostrada verde” nazionale con i suoi 8 mila chilometri e le 20 regioni coinvolte, dal Cammino di Santu Jacu, il più lungo percorso religioso all’interno della Sardegna, e dalla Via dei Santuari, che riscopre le antiche vie di pellegrinaggio dei fedeli sardi e che ha come tappe i novenari. Unendo i percorsi è possibile camminare lungo un itinerario ad anello.

Bisogna salire all’eremo dei santi Trano e Nicolò per cominciare a intuire perché questo territorio si chiama, da sempre, Luogosanto. L’eremo è lì, a pochi chilometri dal centro, vicinissimo e coevo, eppure raggiungerlo è come superare una soglia ed entrare in uno spazio-tempo diverso. Anche nei momenti più caldi dell’estate è un luogo di pace e di intima gioia. Lo si deve alla natura, all’orizzonte, che nelle giornate migliori, si apre fino alle Bocche di Bonifacio, al mistero dei graniti scolpiti dal vento, ma soprattutto a loro, a Trano e Nicolò, e alla loro incredibile storia. Santi anacoreti dicono i racconti, che tra il IV e il V secolo scelsero questo luogo isolato e bellissimo, probabilmente selvaggio, per vivere e cercare Dio. Di loro non sappiamo molto, neppure se fossero amici, ma le loro scelte hanno fatto di queste terre il cuore santo della Gallura. Qui si viene e, non si sa come, si può toccare il cielo.

Sfruttando le frecce gialle del Cammino di Santu Jacu e la segnaletica biancorossa del Sentiero Italia Cai è possibile avere un assaggio del territorio e percorrere un anello di 16,3 chilometri, con un dislivello di 350 metri in salita e altrettanti in discesa. L’itinerario parte dalla Basilica, nel centro del paese, percorre il Belvedere dei graniti e la strada medievale, passa dalla Cantoniera di Luogosanto, quindi nei pressi di Santa Reparata; nel punto più a nord tocca lo Stazzu Araona, poi incrocia la SS133, si dirige al Palazzo di Baldu, alla chiesa di Santo Stefano e infine alla Madonna dei Bambini. Un’occasione di cammino è anche il pellegrinaggio di 20 chilometri nel cuore della notte, che da Calangianus arriva il 2 giugno a Luogosanto. La tradizione vuole che da qui un gruppo di pellegrini parta all’alba per andare incontro al gruppo di Calangianus, per poi percorrere insieme l’ultimo tratto fino alla Basilica dedicata a Maria.

La Festa Manna di Gaddura

La Festa Manna di Gaddura è la festa più grande della regione, l’evento culminante che ogni settembre, per 15 giorni, trasforma Luogosanto in un centro di fede, cortei in costume, sagre, concerti e balli popolari. L’apice delle celebrazioni è l’8 settembre, quando si commemora la nascita di Maria, Nostra Signóra di
Locusantu, a cui è dedicata la basilica.
Luogosanto tiene fede al suo toponimo e alla sua storia offrendo spazi di contemplazione e silenzio anche con l’eremo di San Trano e San Nicolò, le sue 20 chiese campestri, i suoi orizzonti e alcuni punti naturalistici da non perdere, come la Sughera monumentale di Crisciuleddu. Ma poi ci sono da scoprire le aree nuragiche, i ruderi degli insediamenti medievali, gli stazzi che punteggiano il territorio agro-pastorale della Gallura.
Tesori da gustare a passo lento.

È il cuore spirituale del paese. Eretta, secondo il Condaghe di Luogosanto e una ininterrotta tradizione orale, nel XIII secolo dai primi francescani giunti sull’Isola, è il principale santuario mariano gallurese. Nel XVIII secolo, quando la basilica fu ampliata, ricevette il privilegio della Porta Santa, che viene aperta il 7 settembre per un intero anno ogni sette, dando luogo a un piccolo giubileo isolano. La porta in bronzo è dello scultore Luca Luchetti.

Ospitato all’interno dell’ex convento francescano (uno dei primi in Sardegna), consente di compiere un viaggio nella storia e nella cultura locali: le sale espositive custodiscono i gioielli e gli ex voto donati nei secoli alla Madonna, le statue originali dei santi e i bassorilievi delle chiese campestri del territorio, un prezioso spazio etnografico e di documentazione sul Medioevo gallurese. Si può visitare su prenotazione (tel. 333-67.27.080, ass.ne Civitas Mariana).

Nella lecceta fra le tre panoramiche cime granitiche di Monti Juanni, Monti Ruju e Monti Casteddu si esplora un’estesa area archeologica che ospita il nuraghe di Monti Ruju e la Capanna delle Riunioni, un insolito edificio in muratura con un diametro di circa dieci metri, oltre a mura megalitiche e tracce di insediamento di epoche diverse. I blocchi di granito sono attrezzati per il bouldering.

È una piccola passeggiata panoramica di circa 140 metri lungo un terrapieno in via Vittorio Emanuele II. Il nome “belvedere” deriva dal fatto che questo percorso offre una vista suggestiva sulle campagne boscose del monte di Li Màcini. Ma soprattutto su numerose formazioni rocciose di granito, scolpite in forme bizzarre e uniche dalla natura.

Fra il paese e la Cantoniera dell’Anas al km 24 della SS133 si conserva un tratto della strada medievale che collegava Tempio Pausania, capitale politica e amministrativa della Gallura settecentesca, con il porto di Longone (l’attuale Santa Teresa Gallura). Circa mezzo chilometro in ripido pendio delimitato da muri a secco, con la pavimentazione superstite in pietra, interrotta qua e là da affioramenti di roccia e dalle canalette per l’acqua piovana.

È una delle chiese campestri più care agli abitanti di Luogosanto e di Tempio Pausania. Le sue forme attuali sono il risultato di un recente restauro, oltre al rifacimento del 1877. La struttura si presenta “a capanna”. Per raggiungerla si deve imboccare una stradina dalla Cantoniera di Luogosanto, al km 24 della SS133. A fine maggio vi si tiene la festa in onore di Santa Reparata, durante la quale, dopo le celebrazioni, viene offerto a tutti un pranzo con specialità locali.

Iscritta nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia, questa imponente Quercus suber ha un’età stimata superiore ai 300 anni, una circonferenza – a 1,3 metri da terra – di 4,6 metri e un’altezza di 20 metri. È situata a pochi metri dalla vecchia strada comunale per Aglientu. Sostare in silenzio sotto la sua chioma è un’esperienza da non perdere!

A 2 km dal paese, sulla sommità di una collina caratterizzata da insoliti massi granitici e dall’affaccio unico su Luogosanto e sulla vicina Corsica, sorge l’eremo dei santi anacoreti Nicolò e Trano. Le loro spoglie sarebbero state rinvenute dai primi francescani sotto la stessa roccia che oggi funge da altare. I due santi vengono ricordati e festeggiati la prima domenica di giugno con una processione e un grande banchetto.

A Lu Naracheddu, in quella che era la vasta cussorgia (antico istituto sui diritti di pascolo) di Balajana, c’è una chiesa campestre immersa nel verde, fra prati e boschi di sughera, olivastri vetusti e vecchie strade lastricate. Santa Maria di Àgnuli, o degli Angeli, Nostra Signora di Loreto, Santa Mariedda sono i nomi di questa costruzione del Settecento che ricorda la tradizione del Santuario di Loreto.

A circa 5 km dall’abitato, il parco della Filetta è un bosco rigoglioso in cui non mancano le felci (in gallurese filetta indica un felceto). Offre brevi passeggiate lungo i suoi sentieri lastricati e picnic al fresco degli alberi. Oligominerale, leggera, diuretica, l’acqua sgorga da due bocchettoni di granito. Davanti alla fontana un pannello sul ciclo dell’acqua, mentre una serie di cartelli illustrano fauna e flora con riproduzioni in terracotta fruibili anche da ipovedenti.

I ruderi del castello medievale sono aggrappati alla cima di un panoramico colle granitico ricoperto di macchia mediterranea. Si raggiungono col sentiero scalinato che parte a 4,5 km dal paese, dall’area di sosta sulla SP14 per Arzachena. Occorre perlomeno un’ora per salire e scendere i 100 metri di dislivello del percorso. A pochi metri dal castello di età giudicale, la chiesetta romanica di San Leonardo, una delle più piccole della Sardegna.

Situati a 5 km dal paese, fanno parte dell’insediamento medievale della villa di Santo Stefano, dotato di abitazioni, magazzini, cucine, botteghe, stalle e una fornace. Fondato come centro amministrativo, la tradizione lo collega a Ubaldo Visconti, che nella prima metà del XIII secolo fu giudice di Gallura, regnò assieme alla moglie Adelasia sul Giudicato di Torres e partecipò al progetto dei Visconti che mirava a un’egemonia sulla Sardegna.

La chiesa di San Giacomo, chiamata localmente di Santu Jacu, si trova a qualche chilometro dal paese, non distante da Bassacutena, sotto la cui giurisdizione ecclesiastica ricade, pur trovandosi nel territorio comunale di Luogosanto. Costruita nel 1666 da una famiglia benestante ai piedi di un’imponente formazione granitica, è immersa nel verde di sughere, olivastri e lentischi. La festa in onore del santo apre l’annata agraria.

“Luogosanto da camminare” è frutto dei sopralluoghi e degli approfondimenti di Terre di mezzo Editore realizzati da Riccardo Carnovalini, con la collaborazione di Miriam Giovanzana e Alberto Dragone. L’Editore ringrazia la Fondazione Destinazioni Pellegrinaggio Sardegna e tutti coloro che, durante i sopralluoghi, hanno fornito informazioni e suggerimenti o hanno collaborato nella logistica, a partire dall’amministrazione comunale.

Realizzazione cartografica Monte Meru società cooperativa (Assisi)