Il silenzio e la luce: un modo nuovo per scoprire la Sardegna e i suoi gioielli d’arte, i suoi paesaggi e la sua storia. Giungere a piedi o in bicicletta alla chiesa di San Pietro di Sorres, alla basilica della Santa Trinità di Saccargia, o a Nostra Signora del Regno di Ardara, attraversando la campagna del Logudoro e del Meilogu, scorgendole da lontano e lasciandosi sorprendere dalla loro bellezza e dal loro isolamento, non ha eguali.

È come entrare nel mistero e nella storia, che qui s’intrecciano e si rilanciano a vicenda. Con Sant’Antioco di Bisarcio, questi sono quattro capolavori assoluti del romanico sardo, racchiusi in pochi chilometri. Vi proponiamo un anello – da percorrere in mountain bike ma anche a piedi – che li congiunge. Punto di partenza è il magnifico monastero benedettino di San Pietro di Sorres, con i suoi maestosi archi a tutto sesto e le pietre bianche e nere.

Queste quattro basiliche non solo definiscono il romanico sardo, ma ne mostrano anche le sfaccettature: dall’armonia cromatica e pittorica di Saccargia alla severità storica di Ardara, dall’eleganza strutturale e decorativa di Sorres alla monumentalità e complessità di Bisarcio.

Quattro paesi, quattro luoghi sacri, una via

Quattro paesi, quattro luoghi sacri, e una via per trovarsi faccia a faccia con capolavori edificati tra l’XI e il XII secolo. Seduti sui gradini della cattedrale di San Pietro di Sorres, nel Comune di Borutta, si sente il tempo scorrere nelle vene: la chiesa risale al XII secolo, ma le prime pietre sono certamente più antiche. Sono i secoli in cui Sorres è centro spirituale, diventa diocesi e qui nasce, inaspettata, una cattedrale eccezionale per dimensioni – la navata centrale raggiunge gli 11 metri. Eppure, intorno, non c’è niente: solo il silenzio e la natura.

Per capire il mistero di queste grandi chiese si arriva ad Ardara e alla basilica di Santa Maria del Regno, consacrata nel 1107: fuori un “duomo nero” per le pietre laviche, dentro un’immersione nell’oro con il suo splendido retablo. E poi la deviazione per Sant’Antioco di Bisarcio, ex cattedrale che fonde influenze pisane, lombarde e francesi, e la Santissima Trinità di Saccargia, edificata dal 1112, che custodisce uno degli affreschi medievali meglio conservati della Sardegna. Da San Pietro di Sorres parte anche un altro anello verso il bellissimo nuraghe Santu Antine, nel Comune di Torralba, uno dei monumenti più imponenti della civiltà nuragica.

Il percorso: le tappe

“L’anello del romanico” si percorre in mountain bike in 3 tappe e 114 chilometri, tra basiliche, nuraghi, chiese campestri e paesaggi sempre diversi; a piedi sono circa 100 chilometri. Con una tappa aggiuntiva, anch’essa ad anello, si raggiunge lo straordinario nuraghe Santu Antine di Torralba.

Partenza: San Pietro di Sorres – Arrivo: Nostra Signora del Regno di Ardara
Lunghezza: 22,4 km · Difficoltà: facile · Dislivello: +320 / -548 m

Si attraversano Borutta e Bonnanaro aggirando i pascoli del monte Pelao per salire alle chiese campestri di Santa Maria Iscalas e Santa Barbara. Si arriva a San Vincenzo Ferrer, presso lo storico lavatoio Bidda Noa, e poi a Nostra Signora di Mesumundu, affascinante monumento medievale. Sulla poco trafficata SP80 si raggiunge Ardara. L’itinerario a piedi sale i pascoli del Pelao e tocca Bessude e Siligo.

Partenza: Nostra Signora del Regno di Ardara – Arrivo: Santissima Trinità di Saccargia (Codrongianos)
Lunghezza: 41 km · Difficoltà: impegnativa · Dislivello: +842 / -789 m

Si costeggia la storica ferrovia Ozieri Chilivani–Porto Torres e, al riu Badu Ruiu, si prende la deviazione che in poco più di 7 km di sterrata porta a Sant’Antioco di Bisarcio, meraviglia romanica nelle campagne di Ozieri. Si torna verso Ploaghe e Codrongianos, con l’arrivo alla sorprendente Santissima Trinità di Saccargia, l’edificio di culto medievale più famoso della Sardegna. La tappa 2 è interamente percorribile anche a piedi.

Partenza: Codrongianos – Arrivo: San Pietro di Sorres
Lunghezza: 33,4 km · Difficoltà: impegnativa · Dislivello: +880 / -705 m

Si scende alla valle del riu Pedra Niedda, si sottopassa la 131 Carlo Felice e si sale a Florinas. Tra ondulazioni segnate da nuraghi e pale eoliche si arriva al fondovalle del riu Mannu, preceduto dal nuraghe Corvos, e all’abbazia romanica di Santa Maria di Cea. Si sale a Banari e, costeggiando il lago Bidighinzu e Thiesi, la salita finale conduce in vista di Borutta e della vicina San Pietro di Sorres.

Partenza e arrivo: San Pietro di Sorres
Lunghezza: 17 km · Difficoltà: facile · Dislivello: +286 / -286 m

Un anello per scoprire il territorio di Sorres e di Torralba, impreziosito da Santu Antine, uno dei nuraghi più maestosi dell’isola. L’itinerario ricalca il Cammino di Santu Jacu, passa dalla chiesa dello Spirito Santo e dal nuraghe Culzu fino all’imperdibile Santu Antine, per poi tornare a Sorres toccando Torralba e il suo museo archeologico Valle dei nuraghi. Percorsi a piedi e in bici coincidono, salvo la partenza.

I monumenti dell’anello

Punto di partenza e di arrivo dell’anello. La cattedrale, in stile romanico pisano, risale al XII secolo e si erge su un colle da cui la vista spazia sul Meilogu. Il contrasto tra la pietra candida e il nero della trachite delle crociere ammalia; la navata centrale raggiunge gli 11 metri e l’interno respira già delle novità gotiche. Oggi è un vivo monastero benedettino che offre accoglienza ai pellegrini.

Edificata dal Re Costantino I e donata ai monaci camaldolesi nel 1112, si erge possente nel mezzo della piana di Codrongianos con il suo campanile. Nell’abside custodisce uno degli affreschi medievali meglio conservati di tutta la Sardegna. Alla consacrazione, nel 1116, parteciparono migliaia di persone. A costruirla furono probabilmente maestranze provenienti da Pisa: sua è l’armonia cromatica e pittorica che definisce il romanico sardo.

Intorno all’anno mille Ardara era il cuore politico del Giudicato di Torres. La chiesa di Santa Maria del Regno fu consacrata nel 1107 come cappella palatina, ad uso dei regnanti. Fuori è un “duomo nero” per le pietre laviche scure; dentro è un’immersione nell’oro: il retablo maggiore è una grande pala d’altare che occupa tutta l’abside, semplicemente splendido. È la severità storica del romanico sardo.

Sorge isolata su un colle di origine vulcanica, nel comune di Ozieri. Ex cattedrale dell’antica diocesi di Bisarcio, fonde influenze pisane, lombarde e francesi. Raro e prezioso il portico a due piani del XIII secolo, decorato da sculture fitomorfe e testine umane: la sua è la monumentalità e la complessità del romanico sardo. Merita la deviazione lungo la seconda tappa dell’anello.

L’extra dell’anello: uno dei monumenti più imponenti della civiltà nuragica. Edificato tra il 1800 e il 1400 a.C., è composto da un mastio centrale originariamente alto oltre 20 metri, circondato da un bastione trilobato con tre torri laterali collegate da imponenti mura. E intorno c’è un’intera valle di nuraghi.

Informazioni pratiche

Come arrivare. Raggiungere il Monastero di San Pietro di Sorres con i mezzi pubblici è possibile studiando bene gli orari (app.arstspa.it/tripplanner/map). La linea ferroviaria Ozieri Chilivani–Porto Torres via Sassari consente di raggiungere l’anello alla stazione di Ploaghe, sulla seconda tappa. In autobus ARST dalla stazione di Sassari si arriva a Borutta o, più frequentemente, a Torralba (linee 701, 702), a 2,5 km da San Pietro di Sorres. Si può partire anche dall’aeroporto di Alghero passando da Sassari (linee 760 e 9341). Chi arriva con mezzo proprio può parcheggiare a San Pietro di Sorres.

Assistenza biciclette. Vicino alla stazione di Ploaghe, il Car Wash–negozio di pneumatici di Antonio Piana (tel. 366-97.66.652) dà assistenza per bucature e piccoli problemi meccanici.

Mangiare e dormire. Il Monastero di San Pietro di Sorres è partenza e arrivo dell’anello; la foresteria offre 23 camere con bagno e ospitalità con colazione, pranzo e cena (tel. 079-82.40.01 / 371-44.29.993 WhatsApp, info@sorres.it). Ad Ardara alimentari, Ristorante Pizzeria La Locanda, gli alloggi Austinu&Bingeddas’s home e b&b Adelasia; alloggio anche a Bessude e Siligo. A Codrongianos, Ploaghe e Florinas: Ristorante Santa Rughe, b&b (Giardino del sole), Pizzeria Shabby e alimentari. A Banari bar, alimentari, Ristorante Pizzeria Sa Casara e b&b S’Asilo; a Thiesi tutti i servizi. Nell’anello dei nuraghi, servizio bar al nuraghe Santu Antine e tutti i servizi a Torralba.

 

Fotografie di Riccardo Carnovalini e Adobestock, tratte dalla guida “L’anello del romanico in Sardegna, in bicicletta e a piedi” (Terre di mezzo Editore, © 2025 Cart’Armata edizioni Srl). Il credito di ciascuna foto è indicato nel titolo dell’immagine. 

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La guida completa “L’anello del romanico in Sardegna, in bicicletta e a piedi”: introduzione, mappa dell’anello, descrizione delle 4 tappe con dati tecnici, i monumenti, come arrivare e dove mangiare e dormire. 38 pagine, PDF (circa 7 MB).

“L’anello del romanico in Sardegna, in bicicletta e a piedi” è un’idea di Miriam Giovanzana. Identificazione dei percorsi, sopralluoghi, testi di introduzione e descrizione delle tappe e molte fotografie di Riccardo Carnovalini. La pubblicazione è resa possibile dai progetti di sviluppo dell’Assessorato Regionale del Turismo e della Fondazione Destinazioni Pellegrinaggio in Sardegna.© 2025 Cart’Armata edizioni Srl – Terre di mezzo Editore. Realizzazione cartografica Monte Meru società cooperativa (Assisi).