La Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio in Sardegna nasce da un’idea semplice ma potente: valorizzare l’anima spirituale dell’isola attraverso un turismo consapevole, che sappia raccontare le radici profonde di fede, storia e cultura dei nostri territori.
Tutto ha inizio nel 2012 a Galtellì, con il primo Forum Regionale “Cultura Religiosa e Turismo”. In quell’occasione, istituzioni, amministratori locali ed esperti di settore gettarono le basi di un progetto ambizioso: costruire una rete di itinerari spirituali e luoghi di pellegrinaggio, capace di unire territori diversi in un’unica visione di sviluppo sostenibile e identitario. La Regione Autonoma della Sardegna ha fatto propria questa visione, promuovendola attraverso l’Assessorato al Turismo, all’Artigianato e al Commercio.
Nel tempo, questo cammino si è concretizzato attraverso atti normativi, protocolli d’intesa e riconoscimenti ufficiali. Uno dei momenti più significativi è stato l’inserimento degli Itinerari dello Spirito nel Registro Regionale, con l’obiettivo di trasformare luoghi di fede e memoria in vere e proprie destinazioni turistiche, accessibili e strutturate. Il tutto con un approccio partecipativo e inclusivo, che ha visto la collaborazione tra comuni, diocesi, associazioni, operatori culturali e turistici.
Nel 2017, la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Assessorato Regionale al Turismo e diversi Comuni simbolo del pellegrinaggio isolano – come Laconi, Gesturi, Galtellì, Dorgali, Orgosolo, Luogosanto – ha segnato una svolta. Da lì, è iniziato un lavoro di squadra orientato alla creazione di un soggetto unico, in grado di coordinare, promuovere e valorizzare questa rete.
Il traguardo è stato raggiunto l’8 ottobre 2021 con la firma ufficiale dell’Atto Costitutivo della Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio in Sardegna, avvenuta a Elmas. I Comuni fondatori – Galtellì, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco – si sono uniti per dare vita a un ente di diritto pubblico senza fini di lucro, cui si sono aggiunti anche Dorgali e Borutta nel 2022.
Chi siamo e cosa facciamo
La Fondazione è nata per custodire e far conoscere l’eredità spirituale e culturale dei luoghi sacri della Sardegna. Operiamo per identificare, valorizzare e rendere fruibili i cammini, le mete di pellegrinaggio e gli itinerari dello spirito che attraversano l’isola. Ci occupiamo di:
- Rendere accessibili e percorribili i luoghi della rete, sia a piedi che in bici o a cavallo, migliorando infrastrutture, segnaletica e accoglienza;
- Promuovere la cultura del pellegrinaggio, in una logica di turismo lento e sostenibile, che favorisca anche l’economia locale attraverso artigianato ed enogastronomia;
- Favorire la collaborazione con enti pubblici, privati e religiosi, per una gestione condivisa dei luoghi e degli itinerari;
- Integrare la rete sarda nei circuiti nazionali e internazionali dei cammini religiosi, in dialogo con altre realtà mediterranee e europee;
- Organizzare eventi, progetti, attività formative e culturali per promuovere l’identità dei territori coinvolti e stimolare la rinascita delle comunità locali.
La nostra missione e la nostra visione
Crediamo in un turismo che non sia solo visita, ma esperienza. La nostra missione è quella di restituire centralità ai luoghi del sacro in Sardegna, non solo come mete di devozione, ma come spazi di incontro, memoria e crescita. Vogliamo contribuire alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale legato alla spiritualità, alla storia e alla cultura dei nostri territori.
La nostra visione guarda a un futuro in cui la Sardegna diventi un punto di riferimento nel panorama internazionale dei pellegrinaggi e degli itinerari culturali-religiosi, offrendo percorsi autentici che uniscono spiritualità, natura e identità.
Dove siamo
La sede legale della Fondazione si trova a Galtellì, un centro simbolo della spiritualità sarda.
La Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio in Sardegna è più di un progetto: è un viaggio condiviso che unisce comunità, territori e storie, per riscoprire il valore profondo del cammino e della fede. Un patrimonio vivo, da custodire e trasmettere.

