In un crescendo di bellezza

In breve

PARTENZA: Orosei
ARRIVO: Dorgali
LUNGHEZZA: 20,4 km
DIFFICOLTÀ: impegnativa
DISLIVELLO: +780 / -412

Luoghi da visitare

  • Il centro storico e la chiesa di Sant’Antonio a Orosei.
  • La laguna di Su Petrosu.
  • Le spiagge Su Barone e Cartoe.
  • Il nuraghe Gulunie.
  • La necropoli a domus de janas di Pirisché.
  • La Galaria Etza e la chiesa del Carmelo a Dorgali.

Da non perdere

Il pinnetu di monte Ruju, posto in posizione panoramica: la capanna è stata ricostruita secondo la tecnica tradizionale, utilizzando tronchi di ginepro e pietre calcaree del luogo.
Da qui si riconoscono alcune delle cale più celebri della Sardegna, come Cala Luna, Cala Sisine, Cala Mariolu e Cala Goloritzé.

L’antico centro di Orosei è il luogo di partenza di questa tappa impegnativa che unisce il mare alla montagna in un connubio unico. Una rete di stradine immerse nei campi si lascia alle spalle le ultime case e il profilo candido del Tuttavista, portandosi in direzione della luce del mare. Qui un ponte in legno conduce in un luogo sospeso tra terra e acqua: il lungo cordone litoraneo che si incunea tra le onde e le lagune di Su Petrosu e Su Barone, note anche con l’antico nome di Avalé, si percorre sotto una folta pineta per una splendida sterrata che ondeggia tra il blu carico del mare e la placida superficie trasparente degli stagni. Questa importante zona umida si abbandona a sud quando la laguna incontra un’alta rupe di basalto, presidiata dalla torre nuragica di Gulunie. Superata la scogliera, l’intima spiaggia di Osalla prelude a un passaggio scomodo sugli scogli basaltici, tra i quali si nascondono alcune pittoresche formazioni colonnari.

La fatica si ripaga subito dopo quando, doppiato un secondo promontorio, appare come un gioiello la spiaggia di Cartoe, con l’imponente bastionata delle falesie del golfo di Orosei che si allunga per chilometri verso sud. Qui comincia la lunga salita che porta a Dorgali: un tratto sulla strada asfaltata che conduce alla spiaggia precede un’antica carraia di carbonai in una lecceta silenziosa. In alto, occhieggiano le pareti di monte Irveri: la lunga muraglia rocciosa si interrompe brevemente nel passo di Irghiriai, dove il golfo di Orosei si spalanca improvvisamente. In un crescendo di bellezza si sale un sentierino fino all’antico pinnetu di monte Ruju, la capanna dei caprari recentemente restaurata, prima di continuare tra gli alberi di Litu, in salita costante ma suggestiva: quando si scollina appare Dorgali, abbracciato dai vigneti e dalle montagne. Pochi passi in discesa sfiorano la necropoli neolitica di Pirisché, prima di raggiungere le prime case.

Jacu, il santo di tutti i pellegrini

Il santo di chi cammina è l’apostolo san Giacomo, e infatti Santiago de Compostela, in Spagna, è la meta di ogni pellegrino. In Sardegna san Giacomo è santu Jacu e una delle tre chiese più importanti dedicate al protettore dei camminatori è proprio a Orosei. Di qui passa il Cammino di Santu Jacu (1.400 chilometri) che nell’isola tocca e unisce più di 30 chiese dedicate all’apostolo. Nei toponimi e nella devozione resta il segno di un legame indelebile con la Spagna (che qui ha dominato per largo tempo). A Orosei la parrocchiale è dedicata a san Giacomo, con la grande scalinata a fare da scenografia solenne per i pellegrini e i festeggiamenti del 25 luglio (festa liturgica di San Giacomo, qui e in tutto il mondo).