Verso i segreti del Supramonte

In breve

PARTENZA: Dorgali
ARRIVO: Lanaitho
LUNGHEZZA: 21,7 km
DIFFICOLTÀ: media
DISLIVELLO: +550 / -790

Luoghi da visitare

  • Il centro storico e il museo Archeologico di Dorgali.
  • Le cantine locali di Dorgali.
  • La domus de janas di Isportana.
  • La chiesa di Nostra Signora del Buon Cammino.
  • Il villaggio protostorico di Tiscali.

Da non perdere

La sosta refrigerante nel Frumeneddu, ai piedi della montagna calcarea, dove lunghe pozze permettono nelle stagioni più calde un bagno ristoratore, prima di incominciare la salita, e incorniciano con suggestivi riflessi e fioriture d’oleandro le pareti del Supramonte.

Dorgali è posta in posizione panoramica, aperta a ponente: dal paese i pendii basaltici digradano dolcemente nella vallata di Oddoene, preludendo il solco impercettibile del riu Frumeneddu, oltre il quale si alza improvviso il Supramonte. Sarà questo scenario a ospitare interamente la terza tappa. Si comincia a camminare lasciando il paese in località Isportana, lungo piccole strade di penetrazione agraria abbracciate dagli uliveti e dai vigneti. Sulla destra il piccolo rilievo vulcanico di Sant’Elene, il cui toponimo ricorda una chiesa di cui oggi rimangono pochi ruderi. Si abbandonano gradualmente le strade più battute, continuando su sterrate tra le campagne, con le pareti di monte Tului sulla sinistra, prima di iniziare una lunga e dolce discesa in direzione del fondovalle, con un solo piccolo e leggero cambio di pendenza a metà percorso. La vista è sempre attratta dalle montagne candide del Supramonte che divengono a ogni passo più vicine: si ritorna sulla strada asfaltata del fondovalle per pochi passi prima di incontrare lo storico guado di Biduai, percorribile quasi tutto l’anno, mentre con portate di piena eccezionali sarà opportuno procedere ancora a sud e passare sul ponte di Sa Barva. Guardando in alto si nota una sola possibilità di valicare le montagne: la fenditura di Surtana. Si seguono le indicazioni del sentiero Cai 481 che è, in questo tratto, un segmento del Sentiero Italia, cominciando una breve e suggestiva salita verso la gola pensile. Tra alte pareti, una carrareccia si inoltra nel cuore del Supramonte mentre si iniziano a distinguere le alte cime del Supramonte di Oliena e il più vicino monte Tiscali. Giunti ai piedi del monte, sulla destra un’altra carrareccia si allunga verso nord, seguendo la direzione di un alveo fossile ed entrando finalmente nella vallata di Lanaitho: le strutture ricettive di Budorrai non sono lontane e le si raggiunge per un sentiero ben segnalato, nel cuore della valle.

Dorgali, la bellezza verticale

Dorgali custodisce alcune delle coste più famose della Sardegna. Una bellezza verticale che si offre e si espande oltre ogni confine, un po’ come la fama della beata che questa terra ha prima nutrito e poi offerto. Maria Gabriella Sagheddu nasce a Dorgali nel 1914. Come quasi tutti è figlia di pastori. Ha 21 anni quando decide di entrare in un monastero trappista, a Grottaferrata, vicino a Roma. Lì la sua storia si intreccia con il movimento ecumenico che sta nascendo in Europa, e per questo offre la vita. Muore di tubercolosi nel 1939. A riconoscere il valore di quell’offerta per l’unità dei cristiani – allora quasi un’eresia – sono all’inizio gli anglicani. Ma poi tutti. È la prima beata dei trappisti. A Dorgali da vedere la sua casa natale.