Lungo le sponde del Cedrino

In breve

PARTENZA: Lanaitho
ARRIVO: Oliena
LUNGHEZZA: 14,3 km
DIFFICOLTÀ: impegnativa
DISLIVELLO: +541 / -303

Luoghi da visitare

  • Il Supramonte di Oliena.
  • Il lago Cedrino.
  • Le fonti di Su Gologone.
  • Il centro storico di Oliena.
  • Il collegio e la chiesa gesuitica di Sant’Ignazio di Loyola a Oliena.

Da non perdere

Le grotte di Sa Ohe, Corbeddu e Su Ventu, con il vicino villaggio archeologico di Gasole, noto come Sa Sedda ’e Sos Carros. Situati nel cuore di Lanaitho, questi luoghi possono essere visitati insieme e in poco tempo, ma lasciando profonde emozioni.

Lanaitho è una vallata isolata, circondata quasi ovunque da alte pareti calcaree, paradiso per gli speleologi e gli amanti della montagna. Il suo unico accesso carrabile è aperto verso il fiume Cedrino, sul lato nord, ed è in quella direzione che ci si muove, lungo le belle sterrate del fondovale, immersi nel silenzio e circondati da maestose quinte rocciose. Le grotte della zona hanno dato riparo alle prime genti dell’Isola, e anche in seguito la valle è stata abitata a lungo: a un grosso incrocio si potrebbe quindi andare a visitare alcune cavità, come quella di Sa Ohe col vicino villaggio e santuario nuragico di Sa Sedda ’e Sos Carros. Si prosegue fino a lasciare la vallata dietro di sé, affacciandosi sul corso del Cedrino a picco su una impervia gola, fronteggiati da belle pareti di basalto colonnare. Una lieve discesa porta nei pressi della rinomata risorgente carsica di Su Gologone, ma il Cammino prosegue sulla sinistra, su uno stretto sentiero che si immerge nel bosco ai piedi delle alte pareti di monte Uddè e del Cusidore. È il tratto più faticoso della giornata, ma la salita termina presto mentre si procede su una mulattiera silenziosa nel bosco, sfiorando il sito archeologico di Gantine Selis: tra gli alberi, spesso, fuggono rapidissimi i mufloni. Giunti all’isolato monolite di Preda ’e Litu il percorso si fa più facile e si percorre una carraia panoramica, ammirando le alte pareti di Sos Nidos, da una parte, e le fertili vallate del Cedrino dall’altra, con i vasti uliveti e i vigneti che hanno reso celebre Oliena; poco più in basso, su un rilievo isolato, si distingue il novenario della Madonna di Monserrato. Un valico ventoso e panoramico concede le ultime viste in direzione del mare: da questo punto la vallata del Cedrino piega verso sud, e sarà sempre seguendo la direzione del fiume che il Cammino raggiungerà le prossime destinazioni. La più vicina, Oliena, dista ormai poco e si raggiunge perdendo gradualmente quota fino alle prime case del paese.

Da Oliena all’America del Sud

Giovanni Antonio Solinas nasce a Oliena nel 1643. In paese frequenta il Collegio dei gesuiti, aperto da pochi anni e qui sente parlare dei religiosi che partono missionari per i nuovi mondi, come san Francesco Saverio in Asia, e Bernardino Tolu, anche lui di Oliena, in Paraguay. A 20 anni entra in noviziato nella Compagnia di Gesù a Cagliari. Nel 1673 parte con altri compagni per l’Argentina e per le reducciones gesuite. Opera prima tra i fiumi Paranà e Uruguay e poi nella regione del Chaco. Per comunicare impara la lingua guaranì. I contemporanei lo descrivono come “un aiuto per i poveri e universale rimedio di tutti i mali del corpo”. Ma non basta: muore martire con un altro gesuita e 18 laici nel 1683. La beatificazione è del 2022.