Dove la Barbagia si fa storia

In breve

PARTENZA: Oliena
ARRIVO: Orgosolo
LUNGHEZZA: 17,2 km
DIFFICOLTÀ: impegnativa
DISLIVELLO: +800 / -590

Luoghi da visitare

  • Il centro storico di Orgosolo.
  • I musei orgolesi.
  • Il luogo del martirio della beata Antonia Mesina.
  • L’area archeologica di Sirilò (Montes).
  • Monte Novu Santu Juanne.

Da non perdere

Le viste panoramiche sulla catena del Supramonte, ammirate dai tratti più alti del percorso: lungo i sentieri che collegavano la montagna alle vallate si sono spostati e hanno vissuto intere generazioni di pastori, carbonai e banditi.

Da Oliena il corso del Cedrino si fa più lontano dall’abitato e scorre nell’ampia vallata nota, appunto, come Badde Manna. Anche le catene montuose del Supramonte volgono a sud, compiendo una brusca virata e dominando dall’alto ripide pendici, dette sos fundales, zone isolate e poco frequentate che saranno il teatro dell’ultima tappa. Si comincia così il cammino lasciandosi alle spalle Oliena e prendendo a salire gradualmente tra gli orti e i vigneti, sempre dominati dall’alto dalla mole rocciosa del Corrasi e del Supramonte. Una serie di piccole strade di penetrazione porta alla SP22, ormai assai poco frequentata dal traffico veicolare, che si percorre per qualche centinaio di metri, risalendo poi in zona Neosula fino a raggiungere una bella sorgente presso cui è presente una edicola con l’effigie della Madonna. Inizia da questo punto una salita che, man mano che si guadagna quota, si fa sempre più ampia e panoramica: la vista spazia sui contrafforti calcarei soprastanti, sulle vallate del Cedrino e sulle colline coperte di macchia su cui, adagiate a mezza costa, si riconoscono le case di Orgosolo. Il paese non sembra lontano, ma il cammino è ancora lungo e si snoda per una serie di affascinanti strade sterrate nel cuore della montagna, circondati da boschi e da una rigogliosa macchia mediterranea. Si comincia a perdere quota e si vede il fiume avvicinarsi, mentre pascoli e vigneti circondano il pellegrino. Un guado in località Sorasi porta, dopo un breve tratto, a congiungersi proprio al corso del Cedrino, suggellando così il percorso iniziato alla partenza del Cammino a Galtellì. Orgosolo è ormai prossima: si supera il fiume camminando per pochi passi nuovamente sulla provinciale, poi risalendo tra antichi sentieri che portavano agli orti del paese fino alle prime case e a corso Repubblica, dove i murales che hanno reso celebre il centro barbaricino accolgono il visitatore. Tra le mura antiche delle case e delle chiese si conclude il suo viaggio.

Santi, beati e banditi

A Orgosolo sono i muri che parlano: nella tappa finale del Cammino dei Beati, val la pena di prendersi il tempo per scoprirli. Da oltre cinquant’anni accumulano le storie di individuale e collettiva resistenza all’ingiustizia, in Barbagia, in Italia e nel mondo. Si scoprono eroismi e lotte di popolo, ma anche singoli episodi, alcuni sconosciuti altri finiti a lungo sulle prime pagine dei giornali. Orgosolo è anche il paese natale di Antonia Mesina (1919-1935), uccisa e proclamata beata per la sua resistenza a un tentativo di violenza. Storie antiche e moderne che si intrecciano e che qui sono appunto i muri a raccontare. Come quelle del banditismo, raccontato nel film Banditi a Orgosolo del 1961, o della rivolta di Pratobello del 1969.